Risorgimento Turbigo
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La conclusione

Gli Avvenimenti
LA CONCLUSIONE
Raccontarono i testimoni oculari all’epoca: “i “Turcos” furono dei diavoli quel giorno[9]. Si avvicinavano agli austriaci come branchi di tigri[10], strisciando tra il frumento e la segale, sgusciando tra i gelsi, nascondendosi tra i cespugli, per poi abbattersi come furie sui soldati austriaci, roteando in alto i calci dei fucili e accompagnando questo loro gesto con grida animalesche”. Dalla quantità di armi e di zaini rimasti sul campo di battaglia, si capì che un intero battaglione austriaco era andato distrutto subito dopo il primo attacco, di una battaglia che però durò per un intera giornata, fino alle porte di Boffalora. Anche le perdite francesi furono consistenti. Per decenni dopo la battaglia, come testimonia il colonnello Carlo Pagani nel suo libro, ancora nel 1909, la strada che da Turbigo portava a Cuggiono, era disseminata di croci, poste nei luoghi esatti, dove si erano spente le vite di quei soldati e non mancava occasione che i contadini non si fermassero dinanzi a recitare qualche preghiera. Al comando dei reparti francesi in Turbigo, abbiamo visto distinguersi diversi ufficiali che successivamente saranno chiamati a ricoprire cariche politiche in Francia, alcuni di estremo prestigio, come il comandante Mac-Mahon, duca di Magenta, Maresciallo di Francia e poi presidente della terza repubblica francese e alcuni, come il capitano Boulanger, eroe, ferito a Turbigo, addirittura fondare un movimento politico, porre la sua candidatura alla presidenza, per essere poi perseguito come traditore e suicidarsi sulla tomba dell’amata nel 1889. La presenza fisica di Napoleone III a Turbigo insieme a Vittorio Emanuele II è riportata su diversi libri[11]. Come lo zio a Marengo, Napoleone III a Turbigo ci ha lasciato una ricetta tradizionale, entrata di diritto nella storia della cucina francese: “Rognons de mouton (ou d'agneau) à la Turbigo”[12], piatto che si fece cucinare la sera del 3 giugno 1859 a Turbigo. La successiva battaglia di Magenta, con migliaia di morti, che impressionarono negativamente lo stesso imperatore dei francesi, unitamente al fatto che a Turbigo fu versato quasi esclusivamente sangue francese, ha lasciato cadere nel dimenticatoio della storiografia italiana, una tra le più importanti, delle 101 battaglie del risorgimento e che per questo motivo, abbiamo voluto qui ricordare. Nella medaglia commemorativa[13], voluta da Napoleone III, dopo quella che noi chiamiamo la “seconda guerra di indipendenza italiana”, ma che per i francesi è la guerra franco-austriaca, il nome di “Turbigo” compare insieme alle altre battaglie combattute dai francesi in quella campagna: “Montebello, Palestro, Turbigo, Magenta, Marignan, Solferino”.
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